Jonathan Rhys-Meyers

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Jonathan Rhys-Meyers

Messaggio Da Beatrix il Mer 6 Ago 2008 - 18:47

senza barba http://brigidafraioli.files.wordpress.com/2007/11/jonathan_rhys-meyers.jpg
con barba http://www.thejuicer.net/wp-content/uploads/2007/10/0cover.jpg
con i capelli lunghi (a me fa vampiro...) https://redcdn.net/ihimizer/img390/7282/jonathanrhysmeyers01au7.jpg
enrico VIII http://blog.screenweek.it/wp-content/uploads/2008/04/0000038756_20070327162213.jpg


L'infanzia e le origini
Jonathan Michael Francis O'Keefe nasce a Dublino il 27 luglio 1977, primogenito di quattro fratelli. Johnny (così è chiamato in famiglia) viene al mondo con gravi problemi cardiaci, che fanno temere per la sua vita, costringendo la madre a ricoverarlo frequentemente in ospedale durante i primi anni di vita. Circa un anno dopo la sua nascita la sua famiglia si trasferisce nella contea irlandese di Cork, dove continua a vivere tuttora.

All'età di tre anni suo padre abbandona la famiglia, lasciando da sola la moglie Geraldine Meyers, di cui Jonathan prenderà poi il cognome, a preoccuparsi per la salute del figlio e a crescere gli altri tre bambini più piccoli, Jamie, Alan e Paul.

Jonathan trascorre un'infanzia turbolenta, diventando un ragazzo irrequieto e indisciplinato, tanto da venire espulso dalla sua scuola all'età di sedici anni. "Libero" dagli impegni scolastici, il ragazzo passa gran parte delle sue giornate giocando a biliardo con gli amici, finché viene notato un giorno, nel 1993, da un agente della Hubbard Casting, colpito dalla bellezza androgina del ragazzo; l'incontro gli procura un'audizione con il produttore David Puttnam, alla ricerca all'epoca di interpreti per il film War of the Buttons di John Roberts (1994). Jonathan non ottiene la parte, ma, in compenso, venne scritturato per girare uno spot pubblicitario che reclamizzava in tutto il paese le minestre della Knorr.

Il debutto
Nel 1994, a soli diciassette anni, dopo aver cambiato il nome in Jonathan Rhys-Meyers, debutta nel mondo del cinema con un piccolo ruolo nella pellicola Un uomo senza importanza di Suri Krishnamma, accanto ad Albert Finney, che impersona un conducente d'autobus colto ed omosessuale represso, che tenta di mettere in scena la Salomè di Oscar Wilde, scontrandosi con il perbenismo e l'ignoranza dei suoi concittadini.

Terminata la lavorazione, Jonathan ottiene un ruolo nel film The Disappearance of Finbar di Sue Clayton (1996), ambientato in Lapponia. A causa del disgelo, però, le riprese del film, dopo sei mesi di lavorazione, vengono interrotte e Johnatan fa ritorno a casa, dove riceve una chiamata per sostenere il ruolo dell'assassino dell'eroe dell'indipendenza irlandese nel dramma politico e Leone d'Oro al Festival di Venezia 1996 Michael Collins di Neil Jordan (1996), biografia del leader dei guerriglieri dell'IRA e primo presidente dell'Irlanda libera, ucciso in un'imboscata dai nazionalisti capeggiati dal suo ex-amico e poi rivale politico Eamon de Valera.

In seguito è stato tra gli interpreti della pellicola spagnola La lengua asesina di Alberto Sciamma (1996), nel quale ottiene il ruolo di un giovane americano dal carattere debole e quasi femmineo, ruolo che durante le riprese inizia ad odiare; Jonathan si sente solo ed infelice: all'età di soli diciotto anni si trova lontano da casa da oltre otto settimane, solo nella capitale spagnola. Provvidenziale arriva la chiamata per ritornare in Lapponia a terminare le riprese d' The Disappearance of Finbar.

Dopo aver finito di girare entrambe le pellicole vola in Marocco a filmare due scene nel film per la televisione Sansone e Dalila, nel quale sostiene il ruolo dell'eroe biblico da giovane. A differenza dei precedenti, il soggiorno in Marocco è molto piacevole e divertente, ed il fascino di quei luoghi fa nascere in lui un profondo interesse per il paese nordafricano.

È poi la volta di un altro sceneggiato TV, The Tribe, girato a Londra, al termine del quale, il giovane attore parte alla volta della California dove è partecipa alle riprese del melodramma Scelte pericolose di Tim Hunter (1997), del quale è, per la prima volta, protagonista, interpretando un giovane texano diciottenne, Josh, che passa il tempo a sniffare colla e sognare una bella poliziotta, fino a quando il fratello maggiore, che non vedeva da anni, non lo coinvolge in furti e truffe sempre più pericolose. Per interpretare al meglio il suo personaggio Jonathan è costretto, nel giro di una sola settimana, ad imparare lo slang del sud degli Stati Uniti.

Nella successiva pellicola, girata nel 1997 sempre negli USA interpreta il ruolo del compagno di scuola e rivale di Brad Renfro in Telling Lies in America di Guy Ferland.

Dopo due anni di assenza e una grande nostalgia di casa, con una carriera in costante ascesa, accetta di tornare in Inghilterra per girare a Londra, sotto la regia di Michael Radford, il dramma B. Monkey - Una donna da salvare (1998), in cui interpreta il ruolo di un ragazzo bisessuale; al film di Radford segue La governante di Sandra Goldbacher (1998), nel quale recita al fianco di Minnie Driver, cjhe interpreta una ragazza ebrea che alla morte del padre si fa assumere, sotto mentite spoglie, come governante da uno scienziato che vive su una remota isola scozzese, ne diviene l'amante, lo aiuta a scoprire la fotografia, poi, però, rivendica la sua libertà e la sua cultura.

Il successo
Il film che segna la vera svolta e lo consacra al successo è Velvet Goldmine del 1998, diretto da Todd Hayes; eccentrico, suggestivo, incredibilmente kitsch, il film ripercorre la filosofia del glam-rock britannico. Allontanandosi dalle consuete biopic musicali, il film racconta la storia dell'ultima avanguardia del secolo in fatto di musica e spettacolo. Qui Jonathan veste i panni del musicista glam degli anni settanta Brian Slade, scomparso misteriosamente dopo aver messo in scena, durante un concerto, il suo suicidio artistico. Il personaggio di Brian Slade, che Rhys-Meyers interpreta a soli diciannove anni, si ispira alla storia di David Bowie, eclettica icona del rock, mentre Curt Wild è identificabile con il trasgessivo Iggy Pop. Il film ottiene il premio per il miglior contributo artistico al Festival di Cannes 1998, ed ha una colonna sonora importante con brani di Brian Eno, Slade, T-Rex, Roxy Music, Lou Reed e molti altri.

Conclusa l'esperienza formativa con Hayes, l'attore continua la sua carriera con Mike Figgis che lo dirige ne La perdita dell'innocenza (1999), interessante esperimento di film-verità, in cui Jonathan è il regista da adolescente di cui scorrono episodi della vita: dalle prime esperienze da ragazzo alla scoperta del sesso, dall'incontro con la morte alla insoddisfazione coniugale, fino al tragico episodio in mezzo ai tuareg, di cui sarà vittima innocente.

Altra interessante esperienza di formazione la realizza nel successivo impegno con il regista taiwanese Ang Lee e la partecipazione al film Cavalcando con il diavolo (1999), che narra una pagina di storia americana ai tempi della guerra civile, quando tre ragazzi del Sud, il figlio di un immigrato tedesco, il figlio di un proprietario di piantagioni e uno schiavo affrancato, decidono di combattere da irregolari la loro guerra contro il Nord. Il film, che ha rappresentato un ottimo trampolino di lancio per un gruppo di giovani attori, come Tobey Maguire, Skeet Ulrich, James Caviezel e lo stesso Jonathan Rhys-Meyers, che da lì hanno visto la loro carriera prendre slancio o consolidarsi definitivamente, è la storia starordinaria di questi ragazzi che, attraverso gli orrori della guerra, scoprono il valore dell'amicizia, dell'amore e degli ideali.

Un film particolare anche il successivo Titus di Julie Taymor (1999), modernizzazione della tragedia di William Shakespeare, in cui Anthony Hopkins è il generale Tito Andronico, il quale, caduto in disgrazia, deve subire la vendetta della barbara regina Tamara (Jessica Lange), della quale Jonathan è uno dei figli trasformati in pasticcio culinario e offerti in pasto alla madre.

Seguono nel 2001 una serie di altre pellicole, rimaste inedite in Italia, come Happy Now, Prozac Nation, in cui lavora a fianco di Christina Ricci, e Tangled; inoltre è protagonista delle miniserie di successo Gormenghast, accanto a Christopher Lee.

Nel 2002 interpreta la commedia etnica Sognando Beckham di Gurinder Chadha, in cui è il timido allenatore di una squadra di calcio femminile innamorato di una ragazza anglo-indiana che sogna di diventare brava come il suo idolo, il campione inglese David Beckham.

La sua carriera a questo punto decolla definitivamente e interpreta numerose pellicole in breve tempo: nel 2002 The Magnificent Ambersons, film per la TV, remake de L'orgoglio degli Amberson di Orson Welles, e nel 2003 The Tesseract, Octane e I'll Sleep When I'm Dead, accanto a Clive Owen; inoltre è tra i protagonisti della serie The Lion in Winter, con Glenn Close e Patrick Stewart.

Nel 2004, dopo aver girato La fiera della vanità di Mira Nair, accanto a Reese Witherspoon, fa parte del cast del kolossal di Oliver Stone Alexander, nel quale interpreta il ruolo di Cassandro, uno dei luogotenenti del grande condottiero macedone, lavorando accanto a divi affermati come Colin Farrell, Angelina Jolie, Anthony Hopkins e Val Kilmer.

Nel 2005 impersona il ruolo di Elvis Presley nello sceneggiato TV Elvis, prodotto dalla CBS, sbaragliando la concorrenza di oltre 200 aspiranti; il ruolo gli vale un Golden Globe.

Successivamente entra alla corte di Woody Allen interpretando, accanto alla nuova musa del regista newyorkese Scarlett Johansson, l'acclamato thriller Match Point, che racconta la storia di un giovane maestro di tennis londinese che diventa amico del rampollo di una famiglia dell'alta società; deciso a salire la scala sociale, ne sposerà sua sorella, intraprendendo poi una relazione con la cognata, la moglie dell'amico.

Tenendo fede alla sua indole ribelle e anticonformista, la giovane star irlandese ha dichiarato pubblicamente particolarmente il suo mestiere d'attore, ma la recitazione è stata l'occasione della sua vita perché è riuscita a tenerlo lontano dalla vita di strada e dalla prigione.
(fonte: www.genux.com)

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Re: Jonathan Rhys-Meyers

Messaggio Da phoede il Dom 31 Ago 2008 - 15:34

La prima volta che ho visto sognando beckam mi sono chiesta perchè il film mi fosse piaciuto, poi mi sono resa conto che alla fin fine non era il film in se ad essere interessante

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Re: Jonathan Rhys-Meyers

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